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POLITICHE SOCIALI E SERVIZI - 2008 - 1

digital POLITICHE SOCIALI E SERVIZI - 2008 - 1
Fascicolo digitale
rivista POLITICHE SOCIALI E SERVIZI
fascicolo 1 - 2008
titolo POLITICHE SOCIALI E SERVIZI - 2008 - 1
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

LA PROGRAMMAZIONE SOCIALE REGIONALE: ESPERIENZE A CONFRONTO

Editoriale
di Giovanna Rossi pagine: 4 Scarica

Studi e ricerche

Personalizzazione del diritto sociale
di Angelo Mattioni pagine: 15 € 6,00
Abstract
Il saggio tende, nel suo insieme, a fondare l’idea di personalizzazione del diritto alla prestazione sociale. L’idea implica sviluppi diversi. Un primo profilo evolutivo si registra col passaggio dalla titolarità particolare alla titolarità universale, realizzata primariamente attraverso l’istituzione di un servizio nazionale. Una seconda questione coinvolge l’introduzione nell’ordinamento della nozione di livelli essenziali delle prestazioni che diventa particolarmente significativa in quanto la loro determinazione, contestuale alla individuazione delle risorse finanziarie, fonda effettivamente il diritto soggettivo della persona ad una prestazione adeguata. Un'altra questione concerne la finalizzazione dei servizi al pieno svolgimento della persona umana; da ciò discende l’esigenza di dare fondamento ad un sistema in cui ogni concezione di persona si possa ritrovare; ciò diventa oggettivamente realizzabile se, accanto a istituzioni pubbliche, preordinate ad assicurare orientamenti culturali neutri, convivano istituzioni libere, come tali connotate da indirizzi culturali propri. E’ strettamente connessa a questo aspetto la previsione costituzionale del principio di sussidiarietà, specie quella orizzontale, atta a qualificare in maniera effettiva il rapporto tra pubblico e privato. Altrettanta attenzione, infine, va riservata al problema dell’integrazione socio-sanitaria e al principio della programmazione come criteri di organizzazione e gestione del sistema di servizio alla persona.
Centralità della persona e partecipazione dei cittadini nei processi d’integrazione socio-sanitaria
di Guido Giarelli pagine: 15 € 6,00
Abstract
Dopo aver indicato quelle che, secondo l'autore, costituiscono le due ragioni pricipali della scarsa integrazione esistente in Italia tra servizi sociali e sanitari, esse vengono approfondite nel dettaglio, presentando un quadro di riferimento per l'analisi sociologica dei processi d'integrazione socio-sanitaria fondato sul "quadrilatero" di Ardirò e centrato sulla persona e lo sviluppo delle sue capability proposte da Amartya Sen. Infine, il "quarto livello d'integrazione socio-sanitaria", identificabile nella partecipazione dei cittadini in forme singole o associate ai processi d'integrazione, viene sviluppato ai fini del superamento di una concezione meramente sistemica di integrazione nella direzione di una "governance comunitaria della salute" che viene operazionalizzata e analizzata in una prospettiva comparativa che prende in considerazione i tre pricipali modelli regionali che caratterizzano la governance socio-sanitaria integrata in Italia.
L’integrazione socio-sanitaria: un test di qualità per la programmazione
di Salvatore Rizza pagine: 12 € 6,00
Abstract
La centralità della programmazione nel governo delle politiche sociali garantisce la qualità ei servizi ed evita negative improvvisazioni e volontaristiche velleità.L'impulso dato all'attività programmatoria dalla l.285/97 e, specie per quanto riguarda le politiche dei servizi socio-sanitari,dal Dgl 229/99 e dalla l.328/00, caratterizza l'attività politica e di governo delle Regioni. L'integrazione socio-sanitaria occupa un posto rilevante nelle politiche regionali e la sua maggiore o minore efficacia rappresenta un test per misurare la qualità dei servizi e della politica programmatoria stessa.

Idee per operare

Modelli e strategie di programmazione integrata
di Elena Innocenti pagine: 10 € 6,00
Abstract
Il contributo, attraverso un esame delle principali “diversità” insite nei modelli e nelle esperienze programmatorie che convergono in un percorso unitario di programmazione dei servizi alla persona, intende mettere in luce gli aspetti problematici di questa modalità di elaborazione delle politiche locali, ma soprattutto le potenzialità di questo strumento per lo sviluppo dei sistemi di welfare e il potenziamento della capacità di risposta dei territori. A tal fine sono richiamate e analizzate le esperienze più recenti di programmazione unitaria, sviluppate in alcuni contesti regionali e locali con risultati di indubbio interesse. Da tale excursus emerge come la complessità e la ricchezza di un processo di programmazione unitaria trovano senso e motivazione laddove si riesce a promuovere e realizzare la centralità della persona e della comunità rispetto ai percorsi assistenziali, agli assetti organizzativi, alla distribuzione delle competenze.
La strutturazione dei sistemi di «welfare» regionali
di Mara Maretti pagine: 17 € 6,00
Abstract
All’interno della cornice normativa in materia di servizi e di interventi sociali (L. 328/2000) e a seguito della riforma del Titolo V Parte seconda della Costituzione, emerge nel paese una struttura di welfare federale: un sistema di governance multilivello che si basa sul principio di sussidiarietà verticale e orizzontale, nell’ottica di un sistema integrato di azioni e di attori sociali. Tra i diversi attori istituzionali il livello di governo maggiormente caratterizzante la strutturazione dell’assistenza sociale è la regione in quanto livello amministrativo polarizzante le spinte strutturanti, sia endogene, sia esogene, caratterizzanti il sistema socio-assistenziale del paese. Il contributo illustra i risultati di una indagine esplorativa tendente a mostrare come la strutturazione disomogenea dei sistemi di welfar regionali dipenda da un lato dalla eterogeneità dei differenti attori territoriali coinvolti nella formulazione dei piani sociali regionali e dall’altro dalla risposta di tali attori alle problematiche emergenti dalla società complessa.
Sulla programmazione delle politiche sociali nella Regione Sicilia: alcune indicazioni dall’introduzione della l.n. 328/2000
di Carlo Pennisi pagine: 15 € 6,00
Abstract
Il lavoro presenta alcuni risultati di una ricerca (svolta nell’ambito di un PRIN) sull’avvio in Sicilia della l.n. 328/2000 e sul processo di programmazione avviato nel corso della prima triennalità. La ricerca ha consentito di rilevare alcune delle caratteristiche sulle competenze professionali mobilitate, il tipo di decisioni assunte all’interno dei Gruppi Piano e le modalità scelte nell’assumere queste decisioni ed ha evidenziato altresì un andamento specifico della programmazione regionale, ossia, il recente progressivo accentramento della spesa dai distretti e dai comuni associati nuovamente alla regione. Dall’analisi condotta, pertanto, non emerge soltanto una prevedibile iniziale debolezza programmatica, quanto piuttosto la mancata attivazione degli strumenti che avrebbero potuto assicurare riflessività, monitoraggio e valutazione degli interventi localmente programmati ed attivati nel corso della prima programmazione. I risultati evidenziano, pertanto, per un verso una impossibilità a ri-progettare in maniera controllata gli interventi attivati e, per altro verso, profilano il mutamento del carattere della legge da strumento per costruire il governo delle politiche sociali a strumento della spesa sociale regionale.

Spazio aperto

La formazione degli assistenti sociali nel «welfare» che cambia: una ricerca esplorativa
di Nicoletta Pavesi pagine: 16 € 6,00
Abstract
La messa in atto in Italia di un modello di welfare plurale, che “intende promuovere le autonomie sociali e l’articolazione solidaristica tra le diverse autonomie esistenti” (Ranci, 2004: 52) richiede una rilettura attenta delle figure professionali coinvolte in tale processo. Il contributo intende mettere a fuoco la figura dell’Assistente Sociale, al quale vengono richieste nuove competenze. In un’ottica di welfare mix, infatti, si richiede agli operatori di essere in grado di leggere una realtà assai complessa e in profondo mutamento e insieme di muoversi entro una rete di attori sociali che spesso utilizzano linguaggi, pratiche e logiche d’intervento diverse: la flessibilità è però possibile solo se la formazione ha aiutato a costruire una dimensione di saper essere relazionale capace di cogliere i codici comunicativi propri dei diversi mondi. Nella consapevolezza, dunque, dell’importanza strategica della formazione, il contributo propone gli esiti di una ricerca svolta sull’offerta formativa di base e specialistica negli Atenei italiani sulle classi di Laurea che consentono l’iscrizione agli albi A e B degli Assistenti Sociali.